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Piccoli sognatori crescono……….

Emmett “Doc” Lathrop Brown.

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Forse le ultime righe scritte da Roma, forse un arrivederci o un addio definitivo.
In ogni caso si chiude un capitolo della mia vita,l’ennsimo negativo.
Au revoir.

Emmett “Doc” Lathrop Brown.

Vita da studente fuori sede e.. esami in arrivo.


Esami per la sessione giugno-luglio-.- e manca ancora roba.
Help me.

Emmett “Doc” Lathrop Brown

Elogio dell’ingegnere

Gran professione quella dell’ingegnere!

Con l’aiuto della scienza ha il fascino di trasformare un pensiero in linee di un progetto per realizzarlo poi in pietra o metallo o energia. Quindi creare lavoro e case per gli uomini elevando il tenore di vita e aggiungendone conforto.

Questo è il grande privilegio dell’ingegnere e anche il grande rischio perché le sue opere, a confronto di quelle di altri uomini e professionisti, sono all’aperto, sotto lo sguardo di tutti.

I suoi atti – passo, passo – sono di dura materia.

L’ingegnere non può seppellire i suoi errori nella tomba come i medici; né può trasformarli in aria sottile o darne colpa ai giudici come gli avvocati. Egli non può coprire i suoi insuccessi con alberi o rampicanti come gli architetti, né, come i politici, riversare gli errori sugli oppositori sperando che la gente dimentichi.

L’ingegnere, semplicemente, non può negare quello che ha fatto e viene condannato se l’opera non regge.

D’altra parte, in contrasto con quella dei medici, la sua non è vita in mezzo ai deboli, né la distruzione è il suo scopo, come per i militari, e le contese non sono il suo pane quotidiano come per l’avvocato.

All’ingegnere compete rivestire di vita, conforto e speranza lo scheletro della scienza.

Con il passare degli anni senza dubbio la gente, se mai lo ha saputo, dimentica l’ingegnere che ha costruito. Qualche politico avrà posto il suo nome o quella sarà stata attribuita a qualche promotore che ha fatto uso del denaro altrui.

L’ingegnere, con una soddisfazione che poche professioni conoscono, gode dei benefici senza fine che scaturiscono dai suoi successi: il verdetto dei suoi colleghi è il solo titolo d’onore che egli desidera.

Herbert Hoover, Ingegnere, Presidente degli USA dal 1928 al 1932.

Un giorno spero di potermi riconoscere, per quanto per me possibile, ancora di più in queste parole.E spero anche che quel giorno non sia poi cosi lontano ancora. Certo non sono propriamente una “cima” come qualcuno direbbe e negli ultimi 2 anni non ho concluso granchè ma quest’anno spero andrà diversamente.E colgo l’occasione per “inaugurare” una nuova sezione per quei 4 senza cervello che leggono ancora queste pagine(senza offesa), anzi 2 sezioni, che girano nella testa da un pò:una prima sezione in cui cercherò di inserire qualche post su quello che studio e che più mi colpisce( presumo resterà vuota per molto tempo ancora).La seconda invece sarà un raccoglitore per le guide  che di solito uso per far girare di tutto e di piu sul mio amato notebook con ubuntu.

In ogni caso non date molta fiducia a quello che scriverò:

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