Tag Archive | Vita da studente fuori sede

vita da studente fuori sede..e la prima infornata.

SU consiglio di una certa cuoca questo è quanto è venuto fuori dal mio fornetto ieri sera:D
Fusilli ap pesto con besciamella( e pancetta)

Un pò bruciacchiata ma cmq buona:D

Emmett “Doc” Lathrop Brown.

.

Forse le ultime righe scritte da Roma, forse un arrivederci o un addio definitivo.
In ogni caso si chiude un capitolo della mia vita,l’ennsimo negativo.
Au revoir.

Emmett “Doc” Lathrop Brown.

Vita da studente fuori sede e.. la cucina fai da te.

Tortellini a pranzo, tortellini a cena.

God Bless Giovanni Rana.

Emmett “Doc” Lathrop Brown.

Vita da studente fuori sede e..il super panino


Alla faccia del colesterole che,imperterrito e bastardo,continua ad ostruirmi le arterie.Fortuna che hanno inventato i by-pass.

“LA” vita da studente fuori sede…



Che bello
due amici una chitarra e lo spinello
e una ragazza giusta che ci sta
e tutto il resto che importanza ha?

Cronaca di una serata tra buoni amici.

Emmett “Doc” Lathrop Brown

Vita da studente fuori sede e.. esami in arrivo.


Esami per la sessione giugno-luglio-.- e manca ancora roba.
Help me.

Emmett “Doc” Lathrop Brown

Poster vari

Il prossimo poster che m’appendo in camera.

Elogio dell’ingegnere

Gran professione quella dell’ingegnere!

Con l’aiuto della scienza ha il fascino di trasformare un pensiero in linee di un progetto per realizzarlo poi in pietra o metallo o energia. Quindi creare lavoro e case per gli uomini elevando il tenore di vita e aggiungendone conforto.

Questo è il grande privilegio dell’ingegnere e anche il grande rischio perché le sue opere, a confronto di quelle di altri uomini e professionisti, sono all’aperto, sotto lo sguardo di tutti.

I suoi atti – passo, passo – sono di dura materia.

L’ingegnere non può seppellire i suoi errori nella tomba come i medici; né può trasformarli in aria sottile o darne colpa ai giudici come gli avvocati. Egli non può coprire i suoi insuccessi con alberi o rampicanti come gli architetti, né, come i politici, riversare gli errori sugli oppositori sperando che la gente dimentichi.

L’ingegnere, semplicemente, non può negare quello che ha fatto e viene condannato se l’opera non regge.

D’altra parte, in contrasto con quella dei medici, la sua non è vita in mezzo ai deboli, né la distruzione è il suo scopo, come per i militari, e le contese non sono il suo pane quotidiano come per l’avvocato.

All’ingegnere compete rivestire di vita, conforto e speranza lo scheletro della scienza.

Con il passare degli anni senza dubbio la gente, se mai lo ha saputo, dimentica l’ingegnere che ha costruito. Qualche politico avrà posto il suo nome o quella sarà stata attribuita a qualche promotore che ha fatto uso del denaro altrui.

L’ingegnere, con una soddisfazione che poche professioni conoscono, gode dei benefici senza fine che scaturiscono dai suoi successi: il verdetto dei suoi colleghi è il solo titolo d’onore che egli desidera.

Herbert Hoover, Ingegnere, Presidente degli USA dal 1928 al 1932.

Un giorno spero di potermi riconoscere, per quanto per me possibile, ancora di più in queste parole.E spero anche che quel giorno non sia poi cosi lontano ancora. Certo non sono propriamente una “cima” come qualcuno direbbe e negli ultimi 2 anni non ho concluso granchè ma quest’anno spero andrà diversamente.E colgo l’occasione per “inaugurare” una nuova sezione per quei 4 senza cervello che leggono ancora queste pagine(senza offesa), anzi 2 sezioni, che girano nella testa da un pò:una prima sezione in cui cercherò di inserire qualche post su quello che studio e che più mi colpisce( presumo resterà vuota per molto tempo ancora).La seconda invece sarà un raccoglitore per le guide  che di solito uso per far girare di tutto e di piu sul mio amato notebook con ubuntu.

In ogni caso non date molta fiducia a quello che scriverò:

vita da studente fuori sede…e il “nuovo” compagno di stanza.

Si “nuovo”.Perchè per definire mia madre nuovo compagno di stanza ce ne vuole davvero.
Capita spesso che ragazzi fuori sede sentano la mancanza dei genitori e della famiglia in generale e soffrano cosi la distanza. Non è il mio caso. Quando 2 anni fa partii, ero felice si.Ma non solo perchè iniziava un nuovo capitolo della mia vita ma soprattutto perchè ero finalmente soto.Capita spesso(di nuovo) che non ci sia un bel rapporto tra genitori e figli. Capita spesso(di nuovo) che i genitori ce la mettano tutta per non far mancare nulla ai propri figli però non riescano a stare sulla stessa “lunghezza d’onda” del ragazzo. Bhe il mio è uno di questi casi, i miei non mi hanno mai fatto mancare nulla per quanto possibile ma per me sono sempre stati lontani.Soprattutto con mia madre, mai avuto un rapporto che potesse vagametne somigliare a quello che avevano tutti i miei amici con la loro di madre. sempre troppo fissata con la scuola, sempre e prima di tutto.Finchè con gli anni non ho cominciato a dire no, no e ancora no. Continua a leggere…

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